Il freddo gelido di questi giorni e la neve, tanta, che ha imbiancato gran parte del Paese, ci hanno fatto cambiare rapidamente abitudini. Colpa del Blizzard, il vento freddo del Nord, che ha improvvisamente deciso di cambiare rotta e puntare sull’Europa Occidentale. Nella morsa del gelo sono rimaste congelate anche e soprattutto le nostre azioni quotidiane, la libertà di decidere quando e cosa fare: dal fare la spesa alla corsetta nel parco sotto casa. Tempi duri per tutti, specialmente per gli sportivi e in particolar modo per tutti coloro che sono abituati ad allenarsi all’aria aperta.
I pericoli degli “sport su ghiaccio”
Gli sport sul ghiaccio sono un’altra cosa, ma anche senza mazza da hockey e pattini si possono trovare valide soluzioni. Ne abbiamo parlato con Giovanni Colarusso, laureato in Scienze motorie e allenatore di calcio, uno che dedica gran parte del suo tempo alla pratica sportiva. «Allenarsi con un freddo così non fa bene proprio a tutti – spiega – dipende dal sesso e dall’età di chi lo pratica. Va prestata molta attenzione ai fattori cardiovascolari». La cronaca di questi giorni ci ha già dato la prima lezione: «Spalare la neve davanti casa equivale a un allenamento piuttosto intenso. Purtroppo in questi giorni abbiamo sentito molti casi di persone rimaste vittime del grande gelo proprio per questo motivo». Se poi consideriamo anche il fattore ghiaccio il quadro si aggrava ulteriormente: «È molto importante considerare il fondo stradale perché, se ghiacciato, si può andare incontro a banali cadute che si trasformano in gravi infortuni di natura traumatica. Bisogna cercare, per chi ne ha la possibilità, di correre in orari caldi: da mezzogiorno alle tredici. Il peggior nemico resta il ghiaccio, sia nell’aria che a terra».
Consigli per allenarsi al gelo
Per gli amanti del brivido è impossibile resistere alla tentazione di una bella corsetta al parco o magari una partitella, ma ci sono una serie di indispensabili precauzioni da prendere: «Il mio primo consiglio – suggerisce Colarusso – è quello di indossare tute termiche, maglie termiche, cappelli, guanti, materiale isolante che non faccia traspirare aria fredda sul corpo. Altrettanto importante è passare gradualmente da esercizi leggeri ad esercizi con un elevato carico di intensità delle frequenze cardiache. La cosa più importante sono le pause tra un esercizio e un altro, da evitare o ridurre al minimo. Ovviamente, grande attenzione va riservata anche alla natura fisiologica del muscolo, onde evitare bruschi movimenti che possono degenerare in strappi e stiramenti. La migliore soluzione, specie in questi giorni – prosegue Colarusso – è passeggiare sulla neve: «È molto faticoso e consente di bruciare un numero elevato di calorie (il che dipende dal peso e dal sesso). Inoltre consente anche di ammirare lo splendido paesaggio innevato. E’ una pratica che si addice a tutti, con le dovute limitazioni per i soggetti a rischio».













