La tubercolosi resta un problema di scottante attualità e di sorprendente capacità di resistenza nel panorama sanitario del Ventunesimo secolo. Negli ultimi tempi la forma resistente ai farmaci (Mdr) è sempre più preoccupante per la sua velocità di propagazione. A questo va ad aggiungersi un nuovo allarme che riguarda i pazienti affetti da patologie reumatiche e dei farmaci utilizzati nella terapia.
La riattivazione del bacillo
«Il problema si è riaperto in tempi recenti - spiega il dottor Fabrizio Cantini - direttore dell'U.O.C. di Reumatologia dell'Ospedale Misericordia e Dolce di Prato, centro di riferimento per le Malattie Reumatiche Rare nella Regione Toscana - negli ultimi 10-15 anni con l'impiego dei farmaci biologici, certamente molto efficaci nel dominare le manifestazioni delle tre patologie reumatiche infiammatorie più importanti: l'artrite psoriasica, la spondilite anchilosante, e l'artrite reumatoide. Tuttavia questi farmaci hanno un effetto favorente la riattivazione di un processo tubercolare latente e la tubercolosi, che pensavamo fosse un problema ormai risolto, è tornata ad essere un argomento di stretta attualità anche per i reumatologi».
Quali farmaci più a rischio
L'infezione da Bacillo di Koch spesso viene contratta in età infantile o adolescenziale, rimanendo latente nell'organismo. Il rischio è che alcuni farmaci biologici utilizzati contro queste particolari malattie reumatiche, determinati prodotti della categoria anti-TNF, possano favorire lo sviluppo della tbc. «I dati dei vari studi di registri nazionali ed internazionali - prosegue Cantini - mostrano che gli anti-TNF monoclonali, come infliximab e adalinumab, incrementano maggiormente e significativamente il rischio di riattivazione tubercolare rispetto a etanercept, proteina di fusione». Secondo le stime di un survey nazionale realizzato da La Sapienza di Roma con dati provenienti da oltre 400 reumatologi italiani in dieci anni su 39mila e 353 pazienti che hanno ricevuto un farmaco anti-TNF la riattivazione della tbc si è verificato in circa 317, con una percentuale dello 0,8.













