La terapia dell’Ossigeno Ozono apre nuove frontiere per la cura dell’Epatite C. Non un palliativo, ma un trattamento curativo con riduzione della carica virale nell’80 per cento dei casi. A raccontarlo sono due medici napoletani, in un’intervista doppia realizzata da The Medical Informer, per analizzare la malattia dal punto di vista dell’infettivologo e del terapeuta di ossigeno ozono: Adriano Sammartino, specialista in Malattie Infettive presso il Sert (Servizio Tossicodipendenze Asl Napoli 3 Sud) di Torre Annunziata e Luigi Mascolo specialista in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore, presso l’ospedale Ascalesi di Napoli.
L’ozono cosa può fare per l’epatite C?
«L’ozono è un potente antivirale e come tale può essere impiegato nell’epatite C sia per abbassare le transaminasi sia per diminuire la carica virale; un po’ come le comuni terapie in auge ma con la differenza di non creare effetti collaterali ma migliorando la performance psico-fisica del paziente».
Perché è da preferire l’ozono ai farmaci tradizionali?
«Come già detto in precedenza gli attuali farmaci in commercio possono provocare diversi effetti collaterali e come tali devono essere sospesi. Se poi consideriamo che spesso pazienti affetti da epatite C non possono, per cause preesistenti, essere ammessi alle terapie tradizionali comprendiamo ancora di più come l’ozono possa ben essere inserito nei protocolli terapeutici anche per coloro che non rispondono alle terapie tradizionali».
Tutti i pazienti possono sottoporsi all’ozono o devono superare dei test o delle soluzioni?
«Le uniche controindicazioni sono l’ipertiroidismo e il favismo poi tutti possono accedere alla terapia dell’Ossigeno Ozono».
Come la cura, quali sono le modalità? E’ doloroso?
«L’ozono viene somministrato usando lo stesso sangue del paziente (circa 200 ml) che viene arricchito della miscela ossigeno-ozono e prontamente reinfuso; ancora più semplicemente può essere somministrato per via rettale. In entrambi i casi non evoca dolore».
E’ un palliativo o cura effettivamente e definitivamente il paziente?
«Considerando che l’ozono è un antivirale da sempre non potrebbe mai essere considerato un palliativo bensì un curativo, soprattutto per quei pazienti che non rispondono o non possono essere ammessi alle terapie tradizionali».
Ci sono stati casi di completa guarigione e quanti?
«Circa l’80% dei pazienti ha una sensibile riduzione della carica virale sino alla scomparsa totale del virus nel 50% dei casi così come avviene con le terapie tradizionali».
Quanti pazienti con Epatite C si affidano alla terapia Ossigeno Ozono?
«Se vogliamo considerare 10 casi possiamo affermare che 7 di essi si affidano alle terapie tradizionali perché riconosciute dal Sistema Sanitario Nazionale; di questi 2 o 3 passano all’ozono perché le terapie tradizionali non risultano adatte o perché insorgono effetti collaterali».
In Campania c’è un ambulatorio pubblico che pratica l’ossigeno-ozono terapia?
«Sì, presso l’Azienda Ospedaliera universitaria della Seconda Università di Napoli».
Siete gli unici in Campania a praticarlo e in Italia?
«In Campania no, in Italia certamente no, ma siamo gli unici ad avere affinato le modalità di somministrazione e le dosi della miscela ossigeno-ozono da somministrare di volta in volta».













