Pigri o stakanovisti? Non c’entra il carattere o l’educazione ricevuta. A decidere se ci piace lavorare o meno è la dopamina. A rivelarlo uno studio della Vanderbilt University.
La ricerca
L’università di Nashville, nel Tennessee, rivela che le persone che impiegano gran parte del loro tempo sul lavoro, anche se non ci sono guadagni immediati, presentano un’attività più vivace della dopamina, un neurotrasmettitore, in due aree del cervello importanti nel meccanismo della motivazione: la corteccia prefrontale e il corpo striato. I meno lavoratori invece hanno sempre alti livelli dello stesso neurotrasmettitore, ma nell’insula, la regione del cervello che è coinvolta nella nostra autoconsapevolezza.
Il test
Nel clinical trial i ricercatori guidati dal professor Michael Treadway hanno chiesto a 25 giovani volontari di scegliere tra un compito facile e uno più faticoso. Il tutto per una ricompensa variabile da 1 a 4 dollari. I volontari avevano pochi attimi per compiere la loro scelta, non avendo così il tempo per riflettere razionalmente sulla loro scelta.
Il risultato
A quanto pare sono stati sempre gli stessi ad assumersi più responsabilità, mentre una parte dei ragazzi ha dimostrato di essere sicuramente meno motivati, e forse anche più pigri. In una sessione separata del test i ricercatori hanno misurato i valori della dopamina nelle varie aree del cervello. Poi, comparando i valori del neurotrasmettitore ai risultati del test hanno verificato la corrispondenza tra questi e la voglia di lavorare di più, e spesso per meno.













