Le nanoparticelle a servizio della ricerca chirurgica e in particolar modo nella rimozione del glioblastoma, una specie di tumore che colpisce le cellule della glia, che insieme ai neuroni costituiscono il sistema nervoso. Attualmente questa patologia è difficilmente estirpabile a causa della difficoltà a rimuovere tutte le cellule tumorali. La speranza di vita con intervento chirurgico non supera un anno, tre mesi senza trattamento.
La sperimentazione di Stanford
Il responsabile del settore radiologia di Stanford, Sam Gambhir, insieme al suo staff ha pubblicato una ricerca su Nature che consiste nell'attaccare il glioblastoma mediante nanoparticelle rivestite di particolari materiali che nel cervello dei topi affetti dalla patologia ha mostrato tre importanti risultati. L'individuazione del glioblastoma, la comprensione della massa tumorale e soprattutto la capacità di utilizzare il bisturi per l'eliminazione dei numerosi tentacoli caratteristici della patologia. Lo sviluppo di questa tecnologia consentirebbe di intervenire su ciò che non è visibile a occhio nudo.













