Martedì, 28 Febbraio 2012 16:21
In Guatemala

Possibile rischio pandemia dai pipistrelli. Allo studio eventuali effetti sull'uomo

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Un pipistrello del Guatemala Un pipistrello del Guatemala www.ansa.it

I ricercatori statunitensi del Center for Disease Control and Prevention hanno trovato, per la prima volta, tracce di un virus influenzale nei pipistrelli del Guatemala. Sebbene il rischio di contagio con l’uomo sia ancora da verificare, questa inquietante notizia richiama alla mente “Contagion”, il film incentrato sulla minaccia di un contagio mortale nata da un virus di pipistrello, simile alla pandemia influenzale del 2009.

 

La scoperta

La sorprendente scoperta è stata fatta da Ruben Donis, direttore della Molecular Virology and Vaccines Branch del CDC. Si tratta di una notizia senza precedenti, visto che finora virus dell’influenza comuni agli esseri umani sono stati individuati negli uccelli, maiali, cani, cavalli, foche e balene. Anni fa alcuni virologi hanno provato a identificare simili virus anche nei pipistrelli, senza però trovarne traccia. Secondo il ricercatore Donis, "la maggior parte delle persone è erroneamente convinta che siano state già trovate tracce di virus dell'influenza in tutti gli animali possibili, ma non è affatto così".

 

Il virus “irritabile”

Nonostante gli scienziati alle prese con il nuovo ceppo virale non siano riusciti a farlo crescere nelle uova di gallina o in una coltura cellulare umana, così come invece accade con i virus più convenzionali, l’asticella dell’attenzione nei confronti di questa nuova potenziale minaccia resta alta.  Se il virus dovesse mescolarsi con le forme più comuni di influenza, allora il rischio di pandemia salirebbe vertiginosamente. ''Si tratta di animali che mangiano frutta e insetti, ma che non mordono le persone.  Eppure - ha concluso Donis, il ricercatore americano autore della scoperta - non è da escludere la possibilità di un contagio umano''. Il che sarebbe un bel problema.