All’università Descartes di Parigi hanno condotto uno studio su dei topi. Nelle cavie avevano ricreato dei traumi causati di solito dallo sport o da gravi forme di diabete. In caso di tali danni, i neuroni perdono la guaina mielinica che viene danneggiata di solito in neuropatologie degenerative come la sclerosi multipla. Il danno a questi rivestimenti di solito causano la perdita, o in ogni caso il peggioramento, delle capacità motorie negli arti, o la paralisi della zona colpita.
L’esperimento
Ai poveri roditori che avevano subito il danno si erano paralizzati la parte dei nervi facciali legati al movimento dei loro baffi. Nonostante il danno fosse in ogni modo reversibile in diversi giorni, i topi ai quali è stato dato da bere del cloruro di litio diluito nella loro acqua sono guariti nel giro di otto giorni, contro i 20 giorni necessari a guarire per i topi che non hanno ricevuto cure. Dopo la cura sembra addirittura che le guaine mieliniche dei topi trattati fossero non solo rigenerate ma più resistenti di prima.
Il litio
Per un breve periodo negli anni ‘40 il cloruro di Litio venne sostituito al sale, ma fu subito ritirato dal commercio per le sue proprietà tossiche. Eppure da anni questo elemento, sintetizzato in maniera diversa, è usato nella terapia del disturbo bipolare. Il bipolarismo è una disregolazione funzionale dell’umore che causa alterazioni del pensiero, della motricità e del comportamento oltre ad anomali di appetito, libido e ritmi di sonno e veglia. Lo scopo del litio in questi casi è di regolare per l’appunto queste gravi oscillazioni dell’umore che impediscono di trascorrere una vita normale.
Ancora tanta strada da fare
La sperimentazione è ovviamente a un primo step. Se però dovesse risultare che il litio a davvero un effetto tale sul sistema nervoso sarebbe un primo passo verso la cura di tante patologie. E al giornale “New Scientist” il capo dello studio Charbell Massaad ci ha tenuto a specificare che sarebbe una cura anche conveniente dal punto di vista economico.













