Lunedì, 20 Febbraio 2012 17:12
Senilità

Nel 2050, 115 mln di casi di demenza: sfida impossibile per il welfare

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Demenza senile Demenza senile laprovinciadivarese.it

 

 

Più cresce la durata media della vita e più aumentano le persone colpite da «demenza senile». Tale fenomeno potrebbe provocare danni sociali elevatissimi con una sfida quasi impossibile per il welfare. Gli attuali governanti infatti dovrebbero programmare tempestivamente l’inesorabile invecchiamento della popolazione.

 

Le prospettive del 2050

Secondo il Demographic Pulse, nel 2050 saranno oltre 115 i milioni di ammalati di demenza, ossia il triplo di quelli attuali. L’incidenza si avrà soprattutto nei Paesi con maggiore aspettativa di vita. Non solo Svizzera e Giappone ma anche l’Italia, i cui tassi di invecchiamento della popolazione viaggiano a ritmi elevatissimi. E se nei primi due Stati si stanno già adottando politiche incentrate al sostegno degli anziani, Nel Belpaese non è ancora così.

 

Aiuti agli anziani

In Italia, lo stesso concetto di indipendenza di un ammalato di demenza sembra qualcosa di irrealizzabile, anche se già da tempo vi sono prodotti che ne preservano l’autonomia. Vale la pena di segnalare un piccolo apparecchio con GPS integrato che consente all’ammalato di muoversi entro un determinato raggio. Quando il paziente si allontana dalla zona di sicurezza, immediatamente un sms segnala a parenti o interessati lo spostamento e il satellite localizza l’anziano. Di grande aiuto anche i sensori a porte o letti che fanno risuonare l’allarme quando il malato lascia una stanza o si alza. Questo accorgimento lascia riposare tranquillamente chi veglia di notte sugli ammalati.

 

Il villaggio in Svizzera

In Olanda, è stato realizzato il primo villaggio europeo per malati di demenza che è stato già “copiato” dagli Svizzeri. Il villaggio con studio medico, caffè, negozio e cinema, dovrebbe essere pronto tra cinque o sei anni e dare ai suoi abitanti la possibilità di muoversi in un ambiente protetto e in cui essere indipendenti.