Lunedì, 21 Maggio 2012 21:06
Organizzazione mondiale della sanità

Cala la mortalità delle madri partorienti ma resta critica la situazione in Africa

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Donne africane Donne africane http://worldwomeninternational.com/

Mettere al mondo un figlio resta ancora un’operazione rischiosa che può costare la vita. Una realtà che riguarda la maternità delle donne nei Paesi in via di sviluppo e nelle zone più povere del mondo, dove si concentrano il 99% dei casi. E’ quanto emerge dal rapporto “Trends in maternal mortality: 1990 to 2012”, ricerca dell’Organizzazione mondiale della sanità in collaborazione con l’Unicef, Banca mondiale e Fondo della nazioni unite popolazione.

 

L’India e i Paesi africani

Difficile effettuare una stima precisa del numero di decessi dovuti alla maternità. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il solo aborto clandestino causa circa 70 mila morti ogni anno. Particolarmente critica la situazione nei Paesi considerati del Terzo mondo ma anche in quelli in via di sviluppo: il 60% delle morti riguarda infatti solo 10 Paesi. Il numero più alto di morti, 56 mila, si registra non in un Paese povero ma in un’economia emergente, quella indiana. Segue con 40 mila decessi la Nigeria, e a seguire la Repubblica democratica del Congo, il Pakistan, il Sudan, Indonesia, Etiopia, Repubblica unita di Tanzania, Bangladesh e Afghanistan, con cifre che oscillano tra le 15 mila morti registrate e le oltre 6 mila. «Per comprendere meglio la situazione – dichiara l’Aidos, l’Associazione italiana donne per lo sviluppo – basta leggere i dati dell’Africa sub-sahariana: 1 donna su 39 rischia di morire a causa della gravidanza o delle difficoltà legate al parto. Mentre nel Sud-est asiatico il rischio è di 1 donna su 290 e nei Paesi sviluppati è di 1 donna su 3.800».