Mercoledì, 18 Aprile 2012 10:55
La scoperta

In arrivo la prima terapia che agisce direttamente sul virus dell'Epatite C: ecco il Boceprevir

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Virus dell'Epatite C Virus dell'Epatite C http://gaianews.it

Circa 180 milioni di pazienti nel mondo, e l’Italia è al primo posto in Europa  per numero di persone positive al virus dell’Epatite C, con più di 1 milione e mezzo di pazienti, 1.000 nuovi casi e 20.000 decessi ogni anno, ovvero due persone ogni ora. Un tragico bilancio per la più insidiosa malattia del fegato, prima causa di decesso per malattie infettive trasmissibili, ma che forse avrà una svolta: infatti è in arrivo anche in Italia il Boceprevir, il primo di una nuova classe di farmaci che, in combinazione alla terapia standard, aumenta significativamente il tasso di guarigione nei pazienti con HCV da genotipo 1, la forma più insidiosa e più difficilmente curabile dell’Epatite C.


Con il Boceprevir, un tasso di guarigione del 66%
Aggiunto alla terapia standard con interferone pegilato e ribavirina, boceprevir riesce a raddoppiare e addirittura triplicare la percentuale di guarigione dei pazienti, producendo rispettivamente un tasso di guarigione rispettivamente del 66% e del 67% nei soggetti che avevano ricevuto il farmaco per 44 settimane. A livello regionale il Sud è il più colpito: in Campania, Puglia e Calabria, per esempio, nella popolazione ultra settantenne la prevalenza dell'HCV supera il 20%. Come la B, anche l’Epatite C può cronicizzare, trasformandosi in una patologia di lunga durata: a seguito del contagio, circa il 60-70% degli individui diventa portatore cronico del virus ed è esposto ai gravi danni epatici della malattia, come cirrosi e tumore al fegato.


Il farmaco impedisce il replicarsi del virus
«Boceprevir agisce direttamente sulla struttura attraverso la quale il virus, una volta pervenuto all’interno dell’organismo, replica se stesso nelle cellule epatiche – afferma Savino Bruno, Direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna a indirizzo Epatologico dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, e coinvolto nelle prime sperimentazioni del farmaco – la struttura bersaglio, individuata nel RNA, è denominata regione NS-3: boceprevir inibisce le proteasi, ovvero gli enzimi di questa regione che permettono al virus di replicarsi; impedisce la replicazione del virus sostituendosi alle proteasi e, in tal modo, il virus cessa di replicarsi e quindi non può più sopravvivere»


In Italia il 330mila pazienti hanno sviluppato cirrosi epatica
Secondo il professor Antonio Gasbarrini, Professore ordinario di Gastroenterologia presso l’Università Cattolica del S. Cuore, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli a Roma e Presidente della Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia (FIRE), «in Italia circa il 3% della popolazione italiana è entrata in contatto con l'HCV, di cui 330.000 hanno sviluppato una cirrosi epatica: ciò vuol dire che nel nostro Paese il numero di soggetti con infezione da virus dell’Epatite C cronicamente viremici supera il milione e mezzo».


MSD, l’azienda farmaceutica
Boceprevir è il frutto dell’impegno nella ricerca di MSD, l’azienda farmaceutica che da oltre 30 anni è al fianco di medici e pazienti nella lotta contro le infezioni virali. Nei suoi laboratori, infatti, sono attualmente in fase di sviluppo non solo gli inibitori della proteasi di seconda generazione che consentiranno una terapia interferone-free, ma anche molte altre promettenti molecole (almeno 12) con meccanismi di azione complementari in grado di bloccare la replicazione del virus.