Mercoledì, 29 Febbraio 2012 14:15
Allarme salute

Protesi tossiche all'anca, allarme in tutta Europa. Più di tremila i pazienti operati in Italia

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Le protesi all'anca Le protesi all'anca tdgnews.it

Dopo le protesi tossiche al seno, l’allarme giunge dall’Inghilterra e rischia di avere una risonanza ancora più vasta. Un nuovo scandalo colpisce il mondo sanitario: sono infatti ben 49mila i pazienti operati all'anca che potrebbero avere nel loro corpo protesi di metallo, prevalentemente di cromo e cobalto, potenzialmente dannose per la salute.


La causa
Si tratta delle protesi DePuy, interamente realizzate in metallo, in Italia sono impiantate su migliaia di pazienti, rilasciano ioni di cobalto e cromo che possono causare problemi neurologici e dolori muscolari. I microgranuli di cobalto che costituiscono sia la coppa sia la testa femorale dell’impianto, creano una reazione da corpo estraneo che determina lo scollamento della protesi. 


Ha fatto il giro del mondo
La pericolosità delle protesi realizzate dalla ditta DePuy è stata riconosciuta a livello mondiale: il prodotto è stato ritirato  dal mercato e in alcuni Paesi hanno già provveduto a sottoporre a intervento sostitutivo i pazienti. Seppur con un lieve ritardo, anche in Italia il Ministero della Salute ha diramato una circolare a tutte le aziende sanitarie sulla pericolosità delle protesi DePuy invitandole a richiamare, uno a uno, coloro che hanno subito l’intervento tra il 2006 e il 2010. In Italia sono circa 3.500 i pazienti con artificiali anche interamente in metallo. La regione Toscana è tra quelle con il maggior numero di cittadini operati: 8O8 pazienti.


Ritirate dal mercato
Un problema che è rimbalzato anche in Francia: il quotidiano “Le Figaro” rivela che le protesi difettose fabbricate dalla "DePuy Orthopaedics", filiale della statunitense "Johnson&Johnson"  sono rimaste in vendita in Francia fino al 2010, nonostante fossero state ritirate dai mercati americano e australiano già l'anno precedente.


Importanza dei controlli
Second la rivista medica britannica, “British Medical Journal”,  l’agenzia che regola i farmaci e i dispositivi medici, l’Mhra, è intervenuta sulla questione, sottolineando la necessità che la maggior parte dei pazienti con protesi di metallo si sottopongano a controlli ogni anno per il resto della vita per verificare l’insorgenza di eventuali problemi ed effetti collaterali, compresa l’esposizione a metalli tossici, attraverso esami del sangue e risonanza magnetica a cadenza regolare.