Mercoledì, 18 Gennaio 2012 21:12
Medici senza Frontiere

Ciad, sempre più colpito dal colera. Prevenzione per la primavera 2012

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Epidemia di colera in Ciad Epidemia di colera in Ciad Onu

 

Joint venture tra Medecins Sans Frontieres e il governo del Ciad per prevenire i prossimi focolai di colera previsti per la primavera del 2012. Nell'anno appena trascorso il Paese subsahariano è stato tra i più colpiti dal vibrione che ha provocato il numero più elevato di casi nel continente africano dal 1996, con 17200 persone colpite e 459 morti accertate. Il culmine dell’epidemia è avvenuto nell’agosto scorso, con 1250 casi registrati ogni settimana, un terzo dei quali nella capitale N’Djamena.

 


Medici Senza Frontiere
L’organizzazione internazionale di assistenza medica è stata presente durante la crisi con circa 350 operatori dislocati in dieci strutture sanitarie lavorando a stretto contatto con il Ministero della Salute del Ciad per attuare una strategia di contenimento del colera mediante centri di trattamento, la gestione di siti di reidratazione orale e attuando campagne di sensibilizzazione . Oltre alla donazione di farmaci il personale ospedaliero e i gestori delle farmacie sono stati istruiti per affrontare l’epidemia. Quasi tredicimila i pazienti trattati sino alla fine di novembre, quando la gestione è stata affidata completamente alle autorità nazionali, un quarto dei casi registrati con percentuali di guarigione vicine ai 99 punti. 


«Le epidemie di colera sono il risultato di diversi fattori – ha dichiarato sul sito dell'organizzazione Michel Quere, coordinatore medico di MSF – come i problemi di accesso all’acqua potabile, ai bagni e ai servizi igienici essenziali, così come i ritardi nel comprendere la malattia e l’accesso alle cure. Se non si agisce su queste cause strutturali il Ciad sarà condannato a subire epidemie anno per anno. Non possiamo intervenire solo per spegnere gli incendi».
 


Il contagio
A questo scopo Medici Senza Frontiere ha attuato una collaborazione con le autorità governative in modo da giungere a una prevenzione efficace, in primis introducendo nello Stato africano la pratica della vaccinazione orale, farmaco che fa parte del programma di prequalificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni anno nel mondo sono circa cinque milioni le persone colpite dal colera, che provoca in genere oltre centomila morti.