Tassare le bevande zuccherate di 3 centesimi di euro per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati dal junk-food e per recuperare fondi da investire in progetti di prevenzione e di informazione sul tema. Questa la proposta del ministro della Salute, Renato Balduzzi, ipotizzata nel corso della trasmissione “Radio anch’io” su Radio1.
L’ipotesi di aumento del costo
Il ministro ha dichiarato che è allo studio l’ipotesi di «un limitato prelievo di scopo di 3 centesimi sulle bottigliette da 33 cl che porterebbe 250 milioni di euro l’anno». Nel novero dei prodotti a cui applicare questo prelievo rientrerebbero le bibite gassate e zuccherate ma non altri prodotti alimentari. Per il ministro «il prelievo non crea problemi né ai consumatori né ai produttori» ma invia «un segnale all’opinione pubblica per un problema sottovalutato dalle famiglie, visto che metà dei nostri ragazzi consuma troppe bevande gassate e zuccherate».
La proposta della Coldiretti
Se ci si pone l’obiettivo di migliorare la qualità dell’alimentazione dei giovani è necessario imporre, per legge, che le bevande contengano percentuali maggiori di frutta. Questa la risposta della Coldiretti che precisa: «In base a una legge nazionale ormai datata 1961, le bevande al gusto di agrumi possono essere colorate a condizione che esse contengano appena il 12 per cento di succo di agrumi, spesso all’insaputa dei consumatori». Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli una legge in questo senso migliorerebbe la qualità dei prodotti bevuti dagli adolescenti, aiutando al contempo il comparto agricolo, dove è stato registrato un calo nelle vendite di 100 chili di frutta per famiglia rispetto a dieci anni fa, riduzione che riguarda soprattutto le giovani generazioni e il loro consumo di frutta giornaliero.













