Giovedì, 12 Aprile 2012 19:02
Alcohol Prevention Day

Consumo di bevande alcoliche in calo nel 2010 ma resta ancora troppo alto il numero di morti in Italia

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Giovani che consumano alcolici Giovani che consumano alcolici http://www.healthystyleproducts.com/

Il numero di bevitori in Italia, per la prima volta dal 2003, cala leggermente nel 2010 ma il numero di morti causati dall’alcol è ancora troppo alto: circa 20 mila vittime, in particolare tra i giovani. Questi alcuni dei risultati frutto delle ricerche dell’Osservatorio nazionale alcol Cnesps http://www.iss.it/esps/ dell’Istituto superiore di sanità http://www.iss.it/ , diffusi in occasione dell’Alcohol prevention day.

 

Diminuisce il consumo di alcolici

Secondo le ricerche del Cnesps il numero di persone che consumano alcol è calato del 2,1% tra gli uomini e dello 0,6% tra le donne ma resta comunque molto diffusa l’assunzione di alcolici: sempre nel 2010 quasi l’80% degli uomini e oltre la metà delle donne ha bevuto almeno una bevanda alcolica. I soggetti a rischio in Italia sono invece circa 8 milioni mentre 4 milioni, soprattutto adolescenti, hanno consumato almeno una volta durante l’anno più di 6 bevande in una singola giornata. Dalle analisi è emerso che il consumo di alcol tra i giovani aumenta soprattutto nei centri di aggregazione e di incontro come discoteche, concerti e associazioni culturali, con la sola eccezione dei luoghi di culto.

 

L’alcol fa più vittime della droga e degli incidenti stradali

L’alcol resta però uno dei fattori di maggior rischio per i giovani. Ogni anno sono circa 20 mila i morti tra i coloro che assumono alcolici, a fronte delle mille vittime dovute al consumo di droga e alle 5 mila causate da incidenti stradali. Il 25% dei decessi tra i ragazzi e il 10% tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 29 anni è causato dal consumo eccessivo di bevande alcoliche. «Gli effetti dell’alcol sono assimilabili a quelli delle altre droghe: induce alla dipendenza fisica e psichica e provoca assuefazione e disturbi comportamentali – commenta Emanuele Scafato, direttore del Cnesps – è inoltre causa di circa 60 tipi diversi di condizioni patologiche e danni alla salute, tra cui lesioni, tumori e malattie cardiovascolari, immunologiche e dell’apparato scheletrico».