Martedì, 20 Marzo 2012 12:05
I dati dell'OMS

Tbc: meno casi in Europa ma aumenta resistenza ai farmaci

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La sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla tubercolosi, prevista il 24 marzo, tira le somme sulle strategie di prevenzione e l'incidenza della malattia nel Vecchio Continente. Dopo l'aumento preoccupante nei primi anni del 2000 la situazione sembra ora giungere a una certa tranquillità, anche se si affacciano ceppi particolarmente pericolosi a causa di una rinnovata resistenza ai farmaci.

 

I dati

Nel 2010 le nazioni dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo hanno riscontrato circa 74mila casi di tbc, con una diminuzione del 7% rispetto al 2009, ma i contagi da ceppi resistenti ai farmaci è passato dall'8,2% al 13,2%. I dati potrebbero riferirsi a una maggiore sensibilizzazione nella segnalazione dei casi. Nelle nazioni con minor rischio il controllo e la prevenzione si concentrano nelle grandi città. Particolare attenzione è stata rivolta a Barcellona, Milano, Londra e Rotterdam. Le metropoli infatti ospitano le categorie maggiormente esposte al contagio come i tossicodipendenti e gli immigrati costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie. Restano 18 i Paesi segnati a priorità alta, tutti nell'Est Europa: Russia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Bulgaria, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Romania, Estonia, Lettonia e Lituania. Preoccupazione per i bambini che rappresentano il 5% degli infettati in venti paesi, e casi al di sotto dei cinque anni si sono verificati in Italia, Austria, Belgio, Francia, Grecia, Israele, Lettonia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

 

Mdr-Tb

La multidrug resistant è la forma di tubercolosi che negli ultimi tempi preoccupa maggiormente le politiche sanitarie europee e mondiali. Infatti per quanto i casi generali siano diminuiti aumenta l'incidenza di questo ceppo, particolarmente difficile da contrastare perché si è evoluto divenendo resistente ai principali farmaci utilizzati per il trattamento della tbc, come l'isoniazide e la rifampicina.

WHO: allarme per la resistenza ai farmaci