Non solo boccali di vino da accompagnare al ragù ma anche «binge drinking». Le abitudini degli italiani cambiano e diventano più rischiose. Se il classico consumo “mediterraneo” dell’alcol non scompare, il bere superalcolici e shottini fuori pasto è la moda del secolo ventuno.
I dati del ministero della Salute
Ormai sono oltre 8 milioni e 600 mila gli italiani a rischio. La percentuale di ricoveri ospedalieri è cresciuta del 10% e la mortalità alcol-correlata rimane superiore alla media europea. Sono questi i dati allarmanti della relazione annuale al Parlamento del ministero della Salute. Il decennio 2000/10 ha visto la crescita fra i giovani e i giovani adulti dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di aperitivi, amari e cocktail superalcolici. Consumazioni queste, solite dall’essere lontane dai pasti e occasionali. L’abitudine si è radicata nella fascia di età 18-24 anni che sono passati dal 33.7% al 41.9% e in quella 14-17 che salgono dal 14.5% al 16.9%. Il binge drinking è molto amato dal 2002, registrando un aumento in entrambi i sessi. Anche gli alcol-dipendenti in trattamento nei servizi pubblici sono cresciuti. Nel 2009 ne sono stati rilevati 65.360. Il tasso di mortalità per cirrosi epatica è invece inferiore nel nostro Paese rispetto a quello medio europeo anche se resta più alto di Olanda, Grecia, Irlanda e Spagna.
Mortalità alcol-correlata
Tirando le somme, il 25.4% degli uomini e il 7.3% delle donne di età superiore a 11 anni, dunque circa 8.6 milioni di persone, si espongono a rischi alcol-correlati. Tale quadro appare ancora più preoccupante se si considera che i consumatori abituali di alcol fumano ma soprattutto guidano. La mortalità per incidente stradale è cresciuta a dismisura nel 2009 con il più alto numero di morti in auto. E circa il 37% degli scontri in strada per mano maschile è causato dall’alcol. Un ulteriore carico di mortalità riguarda l’apparato digerente, il sistema circolatorio, tumori, omicidi e suicidi. Cause di morte che possono essere totalmente o parzialmente alcol correlate. Secondo le stime dell'Istituto Superiore di Sanità nell'anno 2008 sono stati non meno di 17.661 i morti dovuti all'uso dannoso di alcol, di cui 11.254 maschi e 6.407 femmine, che rappresentano, rispettivamente, il 3.8% del totale della mortalità maschile e il 2.1% di quella femminile.













