Mercoledì, 15 Febbraio 2012 19:07
Aziende sanitarie locali

I ritardi della sanità pubblica, fornitori ripagati dopo otto mesi

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Ennesimo allarme  sui tempi di riscossione dei debiti per i fornitori delle aziende sanitarie locali: secondo l’ultima indagine condotta da Assosistema, rappresentante di categoria delle aziende operanti nel settore tessile e nella fabbricazione di dispositivi medici sterili, nel 2010 le imprese fornitrici delle aziende ospedaliere hanno atteso in media oltre 8 mesi.

 

Le regioni

In fondo alla classifica come peggiori pagatori si posizionano Calabria, Campania (record negativo lo scorso anno) e Veneto, con una media rispettivamente di 470 giorni, 435 e 377.  Superano di poco l’anno le attese dei debitori di Abruzzo e Puglia (370 e 367 giorni) mentre leggermente inferiori i tempi di attesa per Molise e Sicilia (con 365 e 342 giorni). Superiori alla media nazionale anche Piemonte e Liguria mentre Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Lazio sfiorano di poco i 200 giorni. Positiva invece la performance di Toscana, Umbria e Sardegna, con tempi di attesa compresi tra i 185 e i 105 giorni. Solo quattro regioni, tutte del Nord Italia, scendono al di sotto della soglia cento: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, che saldano i propri conti dopo 90 giorni di media. Primato italiano invece alla Valle d’Aosta, con i creditori che devono attendere circa 85 giorni per vedere pagati i propri crediti.

 

I commenti

Le preoccupazioni non riguardano solo il settore pubblico della sanità: per Alessandro Trapani, presidente di Assosistema, «il problema dei ritardati pagamenti si sta estendendo anche al settore degli ospedali privati che stanno adottando dei comportamenti di pagamento assai poco virtuosi, in linea con i ritardi delle pubbliche amministrazioni». Una situazione assai grave in Italia che rischia di rendere più complesso il risanamento del settore sanitario. Unica soluzione, conclude Trapani, è «un adeguamento sostanziale alla Direttiva europea in tema di ritardati pagamenti».