Giovedì, 12 Luglio 2012 11:39
La causa di Consulcesi

Lo Stato rischia esborso di 4 miliardi: causa dei medici specializzandi tra l'82 e il '91

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Lo Stato rischia esborso di 4 miliardi: causa dei medici specializzandi tra l'82 e il '91 Causa dei medici specializzandi

Quattro miliardi è la somma che lo Stato italiano rischia di dover sborsare per non aver riconosciuto ai medici che delle scuole di specialità tra il 1982 e il 1991 le borse di studio che gli spettavano secondo le normative europee. Questa cifra riguarda solo i camici bianchi che hanno fatto causa tramite Consulcesi, associazione che rappresenta oltre 30 mila medici provenienti da tutta Italia e da anni sostiene i diritti e le rivendicazioni di studenti e professionisti dell'area medico-sanitaria.

 

La transazione

Nell’ottica di contenere la spesa per lo Stato e risolvere in modo definitivo la questione il Senatore Stefano De Lillo ha ottenuto di inserire nell’ordine del giorno della Commissione Cultura il suo disegno di legge. Si tratta del primo passo per portare in Parlamento una proposta che prevede un rimborso forfettario di 20 mila euro a testa per ogni anno di corso, senza interessi né rivalutazione delle somme, in favore esclusivamente dei medici che si sono già rivolti alla legge per ottenere quanto loro dovuto.

 

Il rischio per le casse dello Stato

La Commissione si è riunita per accelerare l’iter di discussione e approvazione del disegno di legge a fronte di una situazione allarmante per le casse dello Stato italiano. La sola Consulcesi, infatti, ha fino a oggi portato in Tribunale con esito positivo circa 3.280 medici per un totale complessivo di 204.600.000 euro, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri competenti saranno costretti a sborsare. Considerando che per tutti i ricorrenti è stata fatta richiesta delle differenze nell’importo assegnato nonché degli interessi e della rivalutazione monetaria delle somme, il rischio per lo Stato è quello di dover riconoscere ulteriori 177.600.000 euro. Il totale, quindi, potrebbe salire a 382.200.000 euro. In prospettiva, poi, essendo ancora 32.127 gli Associati Consulcesi che hanno cause in corso, se tutte si concludessero con una sentenza positiva, la somma ammonterebbe a quasi 4 miliardi di euro. A questa cifra, relativa ai soli giudizi attivati per il tramite di Consulcesi, vanno però sommati i rimborsi che spettano a migliaia di altri medici, si stima siano 120 mila in tutto, in giudizio singolarmente o con altre Associazioni.

Aderire alla causa

Spiega il Senatore De Lillo, che aveva già presentato il suo disegno di legge lo scorso anno, proprio su stimolo dell’Associazione Consulcesi: «questa iniziativa legislativa è l’unica che possa garantire allo stesso tempo sia i legittimi interessi dei medici che non hanno ricevuto quanto loro dovuto, sia l’esigenza dello Stato di contenere i costi». La via della transazione potrà risolvere in modo definitivo il contenzioso, ma la condizione essenziale per poter accedere a questi rimborsi forfettari è aver già aderito a una causa. Come spiega il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella: «dato che solo le cause in essere potranno accedere al compenso a forfait, è essenziale che tutti i medici interessati siano informati e che si attivino velocemente».

 

La questione

La proposta di De Lillo nasce a seguito delle decisioni di diversi tribunali di tutta Italia, che hanno confermato come lo Stato italiano si sia adeguato con molto ritardo alle norme comunitarie e come il diritto dei medici non sia prescritto. Le direttive europee prevedono, infatti, che coloro che si sono iscritti a un corso di specializzazione a partire dal 1983 debbano ricevere un’adeguata remunerazione sotto forma di borsa di studio. L’Italia ha però recepito la norma solo dieci anni dopo, escludendo dai diritti sanciti di tutti quei medici che avevano frequentato i corsi di specializzazione dal 1982 al 1991.