Sono 1430 i medici specialisti che riceveranno 57 milioni di euro come rimborsi per la frequenza ai corsi di formazione, non adeguatamente retribuiti secondo le direttive comunitarie. In soli 4 giorni il tribunale di Roma e la Corte d’appello sempre della capitale hanno stabilito con due sentenze che lo Stato deve risarcire i medici. Ne dà comunicazione l’associazione Consulcesi, che rappresenta oltre 25 mila medici. La ragione che ha portato a queste sentenze è il tempo con cui l’Italia ha messo in atto le direttive comunitarie, ben 10 anni di ritardo, privando tra l’82 e il 91 gli specializzandi dei rimborsi previsti.
La nota di Consulcesi
L’associazione spiega che «lo Stato italiano sarà costretto a versare 57 milioni di euro per la mancata attuazione nei confronti degli ex-specializzandi delle direttive comunitarie che prevedevano il diritto a ricevere un’adeguata remunerazione per la frequenza del corso di specializzazione. Con questa decisione la Corte d’Appello di Roma per la prima liquida in favore dei medici una somma così alta, che lo Stato italiano sarà obbligato a pagare, essendo la sentenza immediatamente esecutiva». Ma le due sentenze potrebbero essere solo l’inizio di una serie di nuovi ricorsi e provvedimenti visto che «i medici che hanno diritto al rimborso sono ancora 120 mila, per un costo potenziale per lo Stato di 12 miliardi di euro».













