La diffusione dei posti letto in strutture pubbliche o private per l’assistenza sanitaria non è uniforme in Italia: mentre al Nord i cittadini possono usufruire di 10 posti ogni mille residenti, al Sud lo stesso rapporto scende a 3 posti, con soli 44 mila letti disponibili. Anche il Centro Italia soffre la carenza di strutture idonee, con 65 mila posti, poco più di 5 ogni mille residenti. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Istat sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari. Dei 13.207 presidi residenziali il 70% è destinato all’ambito socio-sanitario e il restante 30% a servizi di tipo socio-assistenziale.
Gli ospiti delle strutture
Tre pazienti su quattro che utilizzano i presidi sono anziani con oltre 65 anni, soprattutto non autosufficienti, e la metà degli ospiti anziani ha oltre 85 anni, con una forte prevalenza di donne. Solo il 20% degli oltre 400 mila pazienti ha invece un’età compresa tra i 18 e i 64 anni, per cause di disabilità o patologie psichiatriche. Molto inferiore la presenza di minori nei presidi: solo il 6% degli ospiti, circa 25 mila ragazzi, non è maggiorenne e un terzo è straniero. A differenza delle altre categorie la metà dei minori non ha problemi di salute specifici ma risulta allontanato dalla famiglia di origine per problemi economici o malattie psico-fisiche dei genitori.
La gestione
Sette strutture su dieci appartengono a enti privati, che nella maggior parte dei casi dirigono anche il presidio. La gestione privata è diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud (nel 47% e nel 78% dei casi) mentre nel Nord 3 strutture su 5 sono gestite da istituzioni pubbliche (il 63% dei complessi residenziali). Delle quasi 8 mila strutture gestite da privati oltre 5 mila sono infine gestite da enti no profit.













