Essere in salute è sinonimo di essere belli e magari anche alla moda. È questo il significato della nuova campagna “pro-salute” della rivista di moda Vogue.
The Health Initiative
Diciannove direttori delle edizioni della rivista glamour hanno aderito a “The Health Initiative”, il cui scopo è diffondere un messaggio positivo nei salotti della moda pieni di modelle a volte troppo magre per essere sane. «Vogue ritiene che essere in salute significhi anche essere belli», ha commentato Jonathan Newhouse, Presidente di Condé Nast International, casa editrice del magazine.
La salute delle donne parte dalle modelle
Questa campagna di promozione alla Salute è un progetto concepito e teso alla tutela delle modelle, che per molte donne rappresentano un'ideale femminile da seguire e imitare, un vero manifesto di femminilità e bellezza, ma che spesso trascurano però la loro salute. L’idea è che le topmodel siano incoraggiate e consigliate nel prendersi cura del proprio corpo, affrontando anche temi scottanti legati ai disturbi dell’alimentazione che spesso affliggono queste ragazze spesso giovanissime. La Campagna sarà lanciata sulle pagine di Vogue a Giugno, tranne da Vogue Giappone che ha posticipato il lancio della campagna a luglio. I direttori delle varie edizioni hanno firmato un manifesto in sei punti.
Sei proposte pro-salute
Tra questi sei punti l’impegno a non far lavorare modelle sotto i 16 anni o che risultino soffrire di anoressia, bulimia o altri disturbi alimentari; a collaborare con modelle «che, secondo la nostra opinione – prosegue Newhouse – sono in salute e contribuiscono a diffondere un modello estetico positivo». Ciò può significare solo una cosa. Come confermato dallo stesso presidente della casa editrice: «Incoraggeremo gli stilisti a considerare le conseguenze di collezioni irrealistiche dalle taglie troppo piccole. Alle agenzie di non inviarci modelle di età inferiore ai 16 anni; ci impegniamo a incoraggiare i produttori a creare condizioni di lavoro sane anche nel backstage, inclusa la scelta di cibi sani. E soprattutto inviteremo le agenzie di moda a non costringere le modelle a orari eccessivamente prolungati o a stili di vita malsani».













