Il cuore sta istantaneamente meglio se il naso non respira smog. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Jama che ha avuto come laboratorio la città di Pechino durante le scorse Olimpiadi.
Lo studio durante i Giochi
I ricercatori della University of Southern California hanno monitorato due proteine legate al rischio cardiaco su 125 soggetti nei giorni dei Giochi, in cui le fabbriche erano chiuse e il traffico fortemente limitato. I controlli hanno mostrato che durante le Olimpiadi i livelli erano molto più bassi. I soggetti sono stati sottoposti ad analisi prima, durante e dopo i giochi, e a cambiare sono stati soprattutto i livelli di due proteine chiamate fattore di Von Willebrand e Cd62p solubile, oltre alla pressione sanguigna che è risultata più alta all'aumentare dell'inquinamento.
La prima dimostrazione
«È la prima volta che si dimostra che cambiamenti nell'inquinamento dell'aria hanno un effetto sui meccanismi che favoriscono le malattie cardiovascolari anche nelle persone giovani e sane – spiega Junfeng Zhang, uno degli autori – i cambiamenti nella fisiologia che abbiamo notato contribuiscono all'instabilità delle placche aterosclerotiche che determinano l'ispessimento delle arterie e sono alla base di infarti e ictus quando si rompono».













