La guerra dell'estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose, ritenuta dai maggiori ambientalisti mondiali estremamente nociva per la quantità di sostanze cancerogene sprigionate, segna un punto a favore del Canada, tra i maggiori paesi produttori e contrario alle soglie limite proposte dall'Unione Europea.
La votazione
L'azione dell'Unione Europea era volta ad alzare il limite a 107 grammi per megajoule per i carburanti importati prodotti dal petrolio da sabbie bituminose, soglia molto alta rispetto agli 87,5 grammi per megajoule convenzionalmente applicati. Ma la votazione di ieri è risultata nulla per l'astensione di numerosi rappresentanti dei paesi dell'Unione che non ha permesso il raggiungimento di 255 voti, essenziali per una maggioranza qualificata. Ad astenersi sono stati Regno Unito, Francia, Germania, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi e Cipro per un totale di 128 voti. Favorevoli al provvedimento per un totale di soli 89 voti Austria, Grecia, Romania, Slovenia, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Lettonia, Danimarca, Irlanda e Slovacchia, mentre si sono espressi in maniera contraria Spagna, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica ceca, Estonia, Lituania e l'Italia.
La posizione italiana
Il rappresentante del Governo italiano si è schierato a favore della posizione del Canada, e contro la proposta dell'Unione appoggiata dalle organizzazioni ambientaliste e da otto premi nobel che nei giorni scorsi avevano scritto una lettera indirizzata ai vertici europei. Il braccio di ferro tra i maggiori esponenti del Vecchio Continente e dello stato nordamericano sembra segnare un punto a favore di questi ultimi, forse anche a causa del paventato pseudo "embargo" sulle merci europee.













