Lunedì, 20 Febbraio 2012 13:21
La proteina che controlla la fame

Ora sappiamo perché si diventa obesi: allo studio un farmaco salva-grassi

Scritto da 
comunicazionesociale.eu comunicazionesociale.eu Campagna di Child Health Foundation



Una scoperta di quelle importanti. Ora sappiamo perché si diventa obesi. E presto potrebbero essere lanciati farmaci per prevenire e curare l’odioso eccesso di grassi. Secondo uno studio pubblicato su Nature, coordinato dall'Imperial College di Londra, al quale hanno partecipato anche le università di Verona e la Sapienza di Roma, la “scintilla” dell’obesità è l’alterazione della proteina GPR120, un sensore che si trova sulla superficie delle cellule dell'intestino, del fegato e del tessuto adiposo e che serve a monitorare i grassi assunti col cibo.


GPR120

La proteina GPR120 è un recettore che si lega alle molecole di acidi grassi. La sua attività nell'intestino serve a stimolare la produzione degli ormoni anti-fame e la secrezione di insulina del pancreas. Quando il sensore GPR120 avverte invece che nel sangue circolano troppi grassi, fa in modo che le cellule adipose aumentino di numero per poter immagazzinare i grassi in eccesso, evitando che vadano a finire pericolosamente nel fegato o nelle arterie.


Se il recettore non funziona

Per capire cosa succede quando questo sensore è fuori uso, i ricercatori hanno selezionato dei topi di laboratorio del tutto privi della proteina GPR120 e li hanno nutriti fin dalla nascita con una dieta molto ricca di grassi. Come spiega Raffaella Buzzetti, docente di Endocrinologia dell'università di Roma LaSapienza, «fin dalle prime settimane di vita, questi topi hanno sviluppato obesità, intolleranza al glucosio e insulino-resistenza (le anticamere del diabete) oltre al cosiddetto fegato grasso, cioè la steatosi epatica».


Dai topi alle persone

I ricercatori hanno esaminato il Dna di circa 7000 obesi e lo hanno confrontato con quello di altrettanti soggetti non obesi. Il risultato è stata l'individuazione di una mutazione che altera la struttura della proteina GPR120, aumentando del 60% il rischio di obesità. «E' importante ricordare comunque che essere portatori di questa mutazione non significa diventare per forza obesi: molto dipende anche dall'alimentazione che scegliamo di adottare. In futuro potremo valutare il Dna di ciascun paziente per impostare un programma di prevenzione, oppure potremo mettere a punto un farmaco che agisce sul recettore alterato, ma per il momento - conclude la Buzzetti - è ancora troppo presto per fare previsioni».