Lunedì, 19 Marzo 2012 13:45
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L'infertilità maschile si cura a tavola: cereali e verdura per spermatozoi pigri

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Se l’appetito vien mangiando, e non si parla solo di cibo, anche l'infertilità si può curare a tavola. Cereali, frutta, verdura, pesce, amminoacidi e antiossidanti migliorano la qualità del liquido seminale maschile. Mentre il consumo di dolci e i chili di troppo alterano il potenziale riproduttivo degli uomini.


Parola all’esperto
A svelarlo è l'andrologo Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia alla Sapienza di Roma, che ha anticipato i dati della scoperta del laboratorio di semiologia del dipartimento di fisiopatologia medica ed endocrinologia dell'Università di Roma Sapienza, al convegno di presentazione del dodicesimo volume della collana “I Quaderni del Ministero della Salute” dal titolo “Criteri di appropriatezza strutturale, tecnologica e clinica nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie andrologiche” all'Auditorium del ministero della Salute.


La dieta che aiuta gli spermatozoi
«Per gli uomini la dieta, in particolare l'apporto e il tipo di grassi diversi ingeriti, è associata alla qualità e alla fertilità degli spermatozoi. Dalle nostre analisi – spiega Lenzi – si evince come il consumo di frutta incida favorevolmente sulla concentrazione degli spermatozoi, mentre al contrario l'Indice di massa corporea, il BMI, e il consumo di dolci sembrano influenzare negativamente sia la concentrazione sia la motilità spermatica. Gli uomini con problemi di fertilità consumano anche più frequentemente cibi che agiscono da vettori di sostanze deleterie per il sistema riproduttivo come gli xeno estrogeni».


Il 10% delle coppie ha problemi
Nella Giornata internazionale che celebra i papà, non a caso, dal convegno arriva anche un richiamo alla prevenzione.
«Il 10 per cento delle coppie che ha problemi d'infertilità (sono il 20% del totale) deve ricercare la causa nel partner maschio per un totale di circa 50-60.000 coppie che ogni anno. Per non parlare degli svariati milioni di italiani che soffrono di eiaculazione precoce e disfunzione erettile. Colpa di un gap culturale - sottolinea l'andrologo - che va colmato perché in andrologia la prevenzione può determinare la qualità della vita di milioni di persone e, in alcuni casi, addirittura salvarla»